Che cosa mostra l’urinocoltura
L’urinocoltura è un esame microbiologico: una goccia di urina viene seminata su una piastra in modo che i batteri o i lieviti eventualmente presenti crescano formando colonie che vengono contate, identificate e testate contro gli antibiotici. La conta si esprime in unità formanti colonia per millilitro (CFU/mL) e un risultato positivo indica di solito un’infezione delle vie urinarie. MedlinePlus la definisce l’esame usato per individuare i germi all’origine di un’infezione della vescica o dei reni.
Si distingue dagli esami che l’accompagnano. L’esame delle urine – la striscia reattiva per nitriti ed esterasi leucocitaria, con l’osservazione al microscopio – suggerisce un’infezione in pochi minuti, ma non può identificare il microrganismo né dimostrare quale antibiotico funzioni. L’urinocoltura è più lenta (uno o due giorni) ma è definitiva, perché aggiunge l’antibiogramma – il test di sensibilità agli antibiotici – che guida la terapia. Circa il 70–95% delle infezioni urinarie non complicate è causato da Escherichia coli, secondo NICE; Staphylococcus saprophyticus, Klebsiella e Proteus provocano la maggior parte dei casi restanti. Poiché la flora cutanea e genitale può contaminare un campione da minzione spontanea, la raccolta a mitto intermedio influisce molto su come si legge il risultato.
Valori normali dell’urinocoltura
Un’urinocoltura non ha un «valore normale» legato al sesso o all’età. L’urina normale è sterile, perciò il risultato di riferimento è assenza di crescita o «assenza di crescita significativa». Ciò che si considera significativo dipende dal metodo di raccolta e dai sintomi.
| Scenario / campione | Crescita significativa – CFU/mL (SI: CFU/L) |
|---|---|
| Normale (nessuna infezione) | Nessuna crescita / non significativa |
| Cistite sintomatica, mitto intermedio | ≥ 10³ (≥ 10⁶) di un uropatogeno |
| Pielonefrite acuta, mitto intermedio | ≥ 10⁴ (≥ 10⁷) |
| Batteriuria asintomatica, mitto intermedio | ≥ 10⁵ (≥ 10⁸); nelle donne servono due campioni, negli uomini uno |
| Campione da catetere | ≥ 10² (≥ 10⁵) senza sintomi; ≥ 10³ (≥ 10⁶) con sintomi |
| Aspirato sovrapubico | Qualsiasi crescita |
La classica soglia di Kass di 100.000 CFU/mL (10⁵) era adatta allo screening; in presenza di sintomi chiari, i laboratori considerano sempre più spesso significativo un singolo uropatogeno a ≥ 10³ CFU/mL, cogliendo così infezioni che la soglia più alta lascia sfuggire, osserva StatPearls. Una «crescita mista» di tre o più microrganismi indica di solito una contaminazione. Le soglie dipendono dal laboratorio, dal metodo di raccolta, dal sesso e dall’età: interpreti il Suo risultato in base al Suo referto.
Perché l’urinocoltura è alta
Un’urinocoltura «alta» indica una conta al di sopra della soglia, cioè una batteriuria significativa. In ordine indicativo di frequenza con cui ciascuna causa spiega un risultato positivo:
- Cistite non complicata (la più comune) – un’infezione della vescica in una donna non in gravidanza, di solito da E. coli, con bruciore, minzione frequente e urgenza.
- Infezione urinaria complicata o delle alte vie – un’infezione associata a un fattore di rischio (gravidanza, diabete, calcoli, ingrossamento della prostata) oppure una pielonefrite acuta: un’infezione dei reni con febbre, dolore al fianco e nausea.
- Infezione associata al catetere – i cateteri si colonizzano nel giro di pochi giorni, perciò l’urinocoltura va letta insieme ai sintomi e non solo in base alla conta.
- Batteriuria asintomatica – batteri realmente presenti a ≥ 10⁵ CFU/mL ma senza sintomi; frequente negli anziani e di solito non trattata.
- Contaminazione (falso positivo) – flora cutanea o genitale in un campione da minzione spontanea, segnalata da microrganismi misti e cellule epiteliali; si chiarisce ripetendo una raccolta a mitto intermedio.
- Lieviti (Candida) – soprattutto in chi è portatore di catetere, diabetico o immunodepresso.
Quando è urgente? Un’urinocoltura positiva con febbre, dolore al fianco, vomito o un nuovo stato confusionale in una persona anziana segnala un’infezione dei reni o una sepsi iniziale: richiede cure in giornata. In gravidanza, anche una batteriuria asintomatica va trattata tempestivamente, perché può evolvere in pielonefrite.
Perché l’urinocoltura è bassa
Un’urinocoltura «bassa» – assenza di crescita o una conta al di sotto della soglia – è il risultato normale e rassicurante: nessuna infezione. Crea dubbi solo quando, nonostante ciò, persistono sintomi di tipo infettivo o globuli bianchi nelle urine, un quadro chiamato piuria sterile. Le spiegazioni più comuni, in ordine indicativo di frequenza:
- Antibiotici recenti o assunti in modo incompleto – la causa più comune di un’urinocoltura negativa in chi ha davvero un’infezione urinaria.
- Infezioni sessualmente trasmissibili e atipiche – Chlamydia, gonorrea e Mycoplasma provocano sintomi uretrali ma non crescono in una coltura standard.
- Microrganismi esigenti o a crescita lenta, tra cui la tubercolosi genito-urinaria, che richiede una coltura specifica: una causa classica di piuria sterile persistente segnalata da StatPearls.
- Cause non infettive o di altra natura – cistite interstiziale, calcoli, un catetere o manovre strumentali recenti, infezioni virali o fungine e, raramente, tumori della vescica.
Quando approfondire? Sintomi persistenti con urinocolture negative giustificano lo screening per le infezioni sessualmente trasmissibili, esami di imaging o l’invio all’urologo, non cicli ripetuti di antibiotici.
Quali esami associare
L’urinocoltura va letta insieme all’esame che l’ha motivata e agli esami che misurano quanto l’infezione si è diffusa:
- Esame delle urine – lo screening con striscia reattiva e microscopio (nitriti, esterasi leucocitaria, globuli bianchi) che segnala per primo l’infezione.
- Proteine urinarie e microalbuminuria – per capire se è coinvolto il rene.
- Creatinina e azotemia – la funzione renale nella pielonefrite o in un’infezione urinaria complicata.
- Procalcitonina – un marcatore ematico che sale nettamente nelle infezioni batteriche e aiuta a individuare l’urosepsi.
- PCR – aumenta in caso di infezione renale o di diffusione sistemica.
- Glicemia e HbA1c – un diabete non diagnosticato è una causa importante di infezioni urinarie ricorrenti.
Che cosa fare in caso di risultato anomalo
- Non ricorra all’autoterapia e non pretenda antibiotici solo per una conta positiva. I batteri senza sintomi si trattano solo in gravidanza o prima di alcune procedure urologiche; trattarli negli altri casi favorisce la resistenza, motivo per cui l’IDSA sconsiglia lo screening nella maggior parte delle persone.
- Urinocoltura positiva con sintomi: si rivolga al medico di base, che adatta l’antibiotico all’antibiogramma e sceglie il farmaco efficace a spettro più stretto; completi il ciclo anche quando si sente meglio.
- Urinocoltura negativa con sintomi persistenti: approfondisca le cause di piuria sterile viste sopra, invece di ripetere lo stesso antibiotico.
- Segnali d’allarme – cure in giornata: febbre, brividi, dolore al fianco o alla schiena, vomito o un nuovo stato confusionale in una persona anziana indicano un’infezione dei reni o una sepsi; qualsiasi infezione urinaria in gravidanza richiede attenzione tempestiva.
- A chi rivolgersi: il medico di base gestisce la maggior parte delle infezioni urinarie; l’urologo per le infezioni ricorrenti, legate al catetere o complicate; il nefrologo se è compromessa la funzione renale.
Mini-FAQ
Che cosa significa un’urinocoltura positiva?
Significa che batteri o lieviti sono cresciuti al di sopra della soglia del laboratorio, il che indica di solito un’infezione delle vie urinarie. Il referto elenca anche a quali antibiotici risponde il microrganismo.
Quale conta batterica indica un’infezione urinaria?
Per un campione a mitto intermedio la soglia classica è 100.000 CFU/mL (10⁵), ma un singolo uropatogeno a 1.000 CFU/mL (10³) è sufficiente quando i sintomi sono chiari. Per i campioni da catetere si usa una soglia più bassa.
Perché la mia urinocoltura è negativa nonostante i sintomi?
Si parla in questo caso di piuria sterile. Le cause comuni sono un’assunzione recente di antibiotici, un microrganismo esigente o un’infezione che una coltura standard non rileva, come clamidia, gonorrea o tubercolosi.
Servono antibiotici se si trovano batteri ma mi sento bene?
Di solito no. La batteriuria asintomatica si tratta solo in gravidanza o prima di alcune procedure urologiche; trattarla negli altri casi favorisce la resistenza agli antibiotici senza portarle alcun beneficio.
In che cosa l’urinocoltura è diversa dall’esame delle urine?
L’esame delle urine è uno screening chimico e microscopico rapido che suggerisce un’infezione in pochi minuti; l’urinocoltura fa crescere il microrganismo nell’arco di uno o due giorni, lo identifica e verifica quali antibiotici funzionano.


