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Esame delle urine: cosa rileva e valori normali

L'esame delle urine cerca sangue, proteine, glucosio e infezioni: valori normali, cosa indicano i risultati anomali e quando preoccuparsi.

Che cosa mostra l’esame delle urine

L’esame delle urine analizza un unico campione di urina in tre modi contemporaneamente: un esame fisico di colore, limpidezza e concentrazione; una striscia reattiva chimica – una striscia di reagenti che reagisce a proteine, glucosio, chetoni, sangue, esterasi leucocitaria, nitriti, bilirubina e urobilinogeno e misura il pH e il peso specifico; e un esame microscopico del sedimento centrifugato, alla ricerca di globuli, cilindri, cristalli, batteri e cellule epiteliali. MedlinePlus lo definisce un unico esame per molte sostanze che normalmente non dovrebbero essere presenti nell’urina.

Questa ampiezza ne fa uno screening di primo livello, non una misura precisa di un singolo parametro – a differenza degli esami urinari mirati che lo approfondiscono. La microalbuminuria e la proteinuria delle 24 ore quantificano la perdita di proteine, l’urinocoltura identifica il batterio all’origine di un’infezione e l’osmolalità urinaria misura la capacità di concentrazione con più precisione del peso specifico. La striscia reattiva segnala un problema; questi esami lo confermano e ne misurano l’entità.

Valori normali dell’esame delle urine

La maggior parte delle voci è riportata in modo qualitativo (negativo/positivo) o semiquantitativo (tracce, da 1+ a 4+, oppure cellule per campo microscopico ad alto ingrandimento, HPF), perciò non esiste una conversione in unità SI; le eccezioni numeriche – il pH e il peso specifico – sono adimensionali e si leggono allo stesso modo in tutto il mondo. Valori tipici nell’adulto:

ComponenteValore normale
ColoreDa giallo paglierino ad ambra
LimpidezzaDa limpida a leggermente torbida
Peso specifico1,005–1,030
pH4,5–8,0 (spesso ~5,5–6,5)
ProteineAssenti (una traccia può essere normale)
GlucosioAssente
ChetoniAssenti
SangueAssente
Esterasi leucocitariaAssente
NitritiAssenti
BilirubinaAssente
Globuli rossi<3 per HPF
Globuli bianchi<5 per HPF
CilindriAssenti, oppure occasionali cilindri ialini

Questi valori, coerenti con StatPearls, dipendono dal laboratorio, dal metodo di raccolta e dall’idratazione: confronti il risultato con il Suo referto.

Che cosa significano i risultati anomali

Con una dozzina di risultati su un unico referto, «anomalo» dipende da quale voce viene segnalata – ecco le positività più comuni e importanti, all’incirca in base a quanto spesso modificano la gestione clinica:

  • Sangue (ematuria). L’AUA definisce l’ematuria microscopica come tre o più globuli rossi per HPF alla microscopia – una striscia reattiva positiva da sola va confermata. Le cause vanno dalle infezioni, dai calcoli e dall’attività fisica fino, più raramente, ai tumori della vescica o del rene; il sangue visibile richiede una valutazione urologica tempestiva.
  • Esterasi leucocitaria e nitriti. Insieme indicano un’infezione delle vie urinarie – i nitriti sono specifici ma sfuggono facilmente, l’esterasi è più sensibile. L’urinocoltura conferma il microrganismo prima degli antibiotici.
  • Proteine (proteinuria). Un segnale importante di malattia renale. Poiché la striscia reattiva offre solo un’indicazione approssimativa, KDIGO raccomanda di confermarla con un rapporto albumina/creatinina quantitativo (microalbuminuria).
  • Glucosio (glicosuria). Lo zucchero compare nell’urina quando la glicemia supera la soglia renale (circa 180 mg/dL), il che spinge a controllare la glicemia e l’HbA1c per il diabete.
  • Chetoni. Compaiono con il digiuno, le diete a basso contenuto di carboidrati, le malattie o la gravidanza – ma la presenza di glucosio e chetoni insieme, con sintomi, può indicare una chetoacidosi diabetica e richiede cure in giornata.
  • Bilirubina o urobilinogeno. Indicano un problema del fegato o delle vie biliari oppure la distruzione dei globuli rossi, e si associano ad ALT e AST.
  • Cilindri e cristalli. I cilindri eritrocitari indicano un’infiammazione all’interno del rene (glomerulonefrite), i cilindri leucocitari un’infezione renale e i cristalli possono accompagnare i calcoli.

Quando l’esame delle urine può ingannare

È facile dare troppo peso a una striscia reattiva, perciò i risultati si valutano in rapporto al campione e alla persona:

  • Contaminazione. Le cellule epiteliali squamose o il sangue mestruale possono simulare un’infezione o un’ematuria; un nuovo campione del mitto intermedio o prelevato con catetere chiarisce il dubbio.
  • Concentrazione e interferenze. Un campione diluito può mascherare proteine o batteri realmente presenti, mentre uno concentrato li accentua; la vitamina C ad alte dosi può abbassare falsamente i risultati delle aree reattive per il sangue e per il glucosio.
  • Proteine transitorie. Febbre, attività fisica intensa e lunghi periodi in posizione eretta (proteinuria ortostatica negli adolescenti) aumentano per breve tempo le proteine nell’urina, perciò un risultato isolato si ricontrolla su un campione delle prime urine del mattino.
  • Che cosa sfugge a uno screening normale. Una striscia reattiva negativa non esclude una malattia renale diabetica precoce (che richiede un rapporto albumina/creatinina) né un tumore della vescica con sangue visibile, e non rileva proteine come le catene leggere del mieloma.
  • Reperti che non richiedono trattamento. I batteri senza sintomi (batteriuria asintomatica) sono frequenti e, secondo l’USPSTF, negli adulti non in gravidanza non vengono né cercati né trattati – la gravidanza è l’eccezione principale.

Quali esami associare

L’esame delle urine è un punto di partenza; gli approfondimenti dipendono da quale voce è risultata anomala:

Che cosa fare in caso di risultato anomalo

  1. Non ricorra all’autoterapia. Una sola striscia reattiva anomala indica raramente una malattia e antibiotici o integratori avanzati possono mascherare il vero problema.
  2. Ripeta l’esame prima di reagire. Contaminazione e disidratazione sono frequenti, perciò un risultato si ricontrolla spesso su un nuovo campione del mitto intermedio o delle prime urine del mattino.
  3. Adatti l’approfondimento al risultato. Proteine → rapporto albumina/creatinina e funzione renale; sangue → microscopia, poi urologia se confermato; leucociti con sintomi → urinocoltura; glucosio → glicemia e HbA1c.
  4. Agisca subito sui segnali d’allarme – sangue visibile, febbre con dolore al fianco o proteine abbondanti con gonfiore vanno valutati senza indugio.
  5. Si rivolga prima al medico di base, che interpreta la striscia reattiva alla luce dei Suoi sintomi e prescrive l’esame successivo, indirizzandola a un nefrologo o a un urologo solo se necessario.

Mini-FAQ

Che cosa rileva l’esame delle urine?

L’esame delle urine analizza un unico campione di urina in tre modi – un controllo visivo, una striscia reattiva chimica e un esame al microscopio – alla ricerca di sangue, proteine, glucosio, chetoni, segni di infezione e altre sostanze normalmente assenti nell’urina.

Una striscia reattiva positiva significa che ho un’infezione urinaria?

Non da sola. La positività dell’esterasi leucocitaria o dei nitriti fa sorgere il sospetto, ma è l’urinocoltura a confermare l’infezione e a identificare il batterio prima degli antibiotici. Gli adulti senza sintomi e non in gravidanza di norma non vengono sottoposti a screening né trattati.

Devo preoccuparmi per una traccia di proteine o di sangue?

Di solito no, non da un singolo esame. Febbre, attività fisica, disidratazione, contaminazione e mestruazioni causano tutte tracce brevi e innocue, perciò un risultato isolato di solito si ripete prima di attribuirgli un significato. Un risultato persistente o marcato merita invece accertamenti completi.

Un esame delle urine normale può escludere una malattia renale?

Non del tutto. Una comune striscia reattiva può non cogliere un danno renale precoce, perciò a chi ha il diabete o la pressione alta si controllano anche il rapporto albumina/creatinina urinario (ACR) e la creatinina nel sangue (eGFR).

Fonti