Riferimento esami di laboratorio

Biochimica del sangue: marcatori di fegato e reni

La biochimica misura enzimi epatici, scorie renali, proteine e acido urico. Che cosa significa ogni marcatore, perché si leggono insieme e quando si richiede.

La biochimica del sangue – detta anche chimica clinica o pannello metabolico – misura enzimi, proteine e prodotti di scarto nel siero per mostrare come lavorano il Suo fegato e i Suoi reni. Letti insieme, i suoi marcatori distinguono un problema epatico da uno renale e danno una prima idea di quanto sia grave.

Che cosa misura la biochimica del sangue

Il pannello copre tre sistemi che si sovrappongono. Gli enzimi epatici e la bilirubina danno informazioni su fegato e vie biliari; la creatinina e l’azotemia sulla filtrazione renale; le proteine del siero e l’acido urico riguardano entrambi gli ambiti e riflettono lo stato nutrizionale, l’infiammazione e il metabolismo. Raggrupparli è utile perché la funzione degli organi è una rete: il fegato produce le proteine che i reni contribuiscono a trattenere, così un solo campione costruisce un quadro d’insieme. I laboratori offrono una versione base incentrata sui reni e una versione completa che aggiunge l’intera serie di marcatori epatici, ma la logica di lettura è la stessa.

Nessun marcatore va letto isolatamente. Un enzima epatico elevato dice poco finché non si vede quali altri enzimi si sono mossi insieme a esso, e la creatinina si interpreta in base all’età, al sesso e all’idratazione, non a una soglia fissa.

Quali esami sono inclusi

  • ALT – un enzima specifico del fegato; aumenta quando le cellule epatiche sono danneggiate.
  • AST – un enzima presente nel fegato e nel muscolo; si legge insieme all’ALT.
  • Fosfatasi alcalina – proveniente dalle vie biliari e dall’osso.
  • GGT – un enzima delle vie biliari; conferma l’origine epatica e segnala il consumo di alcol.
  • Bilirubina – il pigmento che provoca l’ittero quando si accumula.
  • Proteine totali – l’insieme delle proteine presenti nel siero.
  • Albumina – la principale proteina del siero, prodotta dal fegato.
  • Creatinina – scoria muscolare filtrata dal rene; il valore renale principale.
  • Azotemia – scoria azotata (urea); riflette la funzione renale e l’idratazione.
  • Acido urico – scoria delle purine; livelli elevati possono causare la gotta.

La creatinina è espressa in mg/dL negli Stati Uniti e in µmol/L altrove; un convertitore di unità trasforma un valore nell’altro, così la cifra ha lo stesso significato su qualsiasi referto.

Quando i medici la richiedono

La biochimica rientra di routine nel controllo annuale e in qualsiasi accertamento ospedaliero. Viene prelevata prima e durante il trattamento con farmaci che possono interessare il fegato o i reni – statine, alcuni antibiotici, antidolorifici a uso prolungato – e per approfondire sintomi come ittero, urine scure, dolore addominale, gonfiore alle gambe o stanchezza persistente. Serve inoltre a monitorare nel tempo malattie epatiche e renali già note.

Come prepararsi

Per i soli marcatori epatici e renali di solito non è necessario il digiuno, che però viene spesso richiesto perché il pannello è abbinato a una glicemia o a un assetto lipidico a digiuno: in tal caso digiuni da 8 a 12 ore, con l’acqua consentita. Eviti prima un’attività fisica intensa, che può far aumentare l’AST di origine muscolare, e segnali eventuali integratori o farmaci, poiché molti alterano questi risultati.

Come leggere i risultati nell’insieme

  • Quadro epatico. Se ALT e AST aumentano insieme, il dato fa pensare a cellule epatiche danneggiate; se invece aumentano insieme fosfatasi alcalina e GGT, fa pensare a una via biliare ostruita o irritata. Una GGT alta conferma che una fosfatasi alcalina elevata proviene dal fegato e non dall’osso.
  • Quadro renale. Se creatinina e azotemia aumentano insieme, il quadro suggerisce una filtrazione ridotta; se invece aumenta solo l’azotemia, con creatinina normale, il più delle volte si tratta di disidratazione o di un sanguinamento gastrointestinale.
  • Quadro proteico. Un’albumina bassa, letta insieme alle proteine totali, può riflettere una malattia epatica cronica, una cattiva alimentazione o una perdita di proteine attraverso i reni o l’intestino.
  • Acido urico. Un valore alto di acido urico si legge in gran parte a sé stante – è la causa della gotta –, ma, accanto ai marcatori renali, indica anche quanto bene i reni lo eliminano.

Quando ripetere l’esame

Enzimi epatici lievemente elevati in una persona che sta bene si ricontrollano di solito nell’arco di qualche settimana o mese, spesso dopo aver ridotto l’alcol o perso peso, prima di eseguire altri esami. I marcatori renali in una malattia cronica stabile si monitorano secondo un calendario stabilito dal medico e si controllano anche quando si inizia un nuovo farmaco che impegna il fegato o i reni. Risultati marcatamente alterati, un ittero o un brusco cambiamento dei valori renali vanno valutati tempestivamente. Interpreti ogni valore in base all’intervallo di riferimento del Suo laboratorio e lasci decidere il passo successivo al medico che ha richiesto l’esame.

Domande frequenti

A che cosa serve la biochimica del sangue?

Verifica come lavorano il Suo fegato e i Suoi reni e ricerca eventuali problemi a carico delle proteine e dell’acido urico. I medici la usano nei controlli di routine, prima e dopo l’inizio di alcuni farmaci e per approfondire sintomi come l’ittero, il gonfiore o una stanchezza inspiegabile. Il quadro d’insieme dei marcatori distingue un problema epatico da uno renale.

Devo essere a digiuno per la biochimica del sangue?

I soli marcatori epatici e renali di solito non richiedono il digiuno. La biochimica, però, viene spesso prelevata insieme alla glicemia a digiuno o a un assetto lipidico: in quel caso si digiuna da 8 a 12 ore. L’acqua è consentita e, anzi, una buona idratazione stabilizza i valori di azotemia e creatinina.

Che differenza c'è tra ALT e AST?

Sono entrambi enzimi epatici che vengono rilasciati quando le cellule del fegato si danneggiano, perciò di solito aumentano insieme. L’ALT è più specifica del fegato, mentre l’AST proviene anche dal muscolo e dal cuore. Quando l’AST è alta ma l’ALT è normale, il medico considera un’origine muscolare, e il rapporto tra le due aggiunge contesto.

Quali marcatori indicano la funzione renale?

La creatinina è il valore chiave: il laboratorio la usa per stimare la Sua velocità di filtrazione glomerulare (eGFR). L’azotemia la integra e riflette anche l’idratazione e l’apporto di proteine. Quando entrambe aumentano insieme, la filtrazione renale è probabilmente ridotta; se aumenta solo l’azotemia, questo indica più spesso una disidratazione che una malattia renale.

Fonti