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Test di tolleranza al glucosio (OGTT): valori normali

Valori alti e bassi del test di tolleranza al glucosio: norma a 2 ore sotto i 140 mg/dL, prediabete, diabete, gravidanza e quando preoccuparsi.

Che cosa mostra il test di tolleranza al glucosio

Il test di tolleranza al glucosio (OGTT) misura quanto rapidamente l’organismo smaltisce lo zucchero dopo un carico misurato. Dopo un digiuno notturno si esegue un prelievo di sangue, si beve una soluzione che contiene 75 g di glucosio e la glicemia viene misurata di nuovo – soprattutto a 2 ore. Un organismo sano fa passare quello zucchero nel muscolo e nel tessuto adiposo entro due ore; un organismo insulino-resistente lo lascia circolare troppo a lungo. MedlinePlus lo descrive come un test che valuta il modo in cui il corpo sposta lo zucchero dal sangue ai tessuti.

Questa visione dinamica lo distingue dai marcatori che gli stanno accanto. La glicemia misurata a digiuno è una singola istantanea a riposo; l’HbA1c è una media di tre mesi. L’OGTT è invece una vera e propria prova da sforzo, perciò svela la ridotta tolleranza al glucosio – persone che smaltiscono male un carico anche se la glicemia a digiuno e l’HbA1c risultano normali. Come nota StatPearls, un valore anomalo dopo il carico è spesso il primo segno che la gestione del glucosio sta venendo meno. L’OGTT si usa soprattutto quando gli esami più semplici sono al limite, in gravidanza o quando si sospetta il diabete nonostante un’HbA1c normale.

Valori normali del test di tolleranza al glucosio

La glicemia plasmatica si esprime in mg/dL (unità convenzionali) o in mmol/L (SI), che non sono intercambiabili (1 mmol/L ≈ 18 mg/dL). Lettura standard del test con 75 g, a 2 ore, nell’adulto non in gravidanza:

OGTT 75 gNormalePrediabeteFascia diabete
A digiuno<100 mg/dL (<5,6 mmol/L)100–125 mg/dL (5,6–6,9 mmol/L) – IFG≥126 mg/dL (≥7,0 mmol/L)
A 2 ore<140 mg/dL (<7,8 mmol/L)140–199 mg/dL (7,8–11,0 mmol/L) – IGT≥200 mg/dL (≥11,1 mmol/L)

Il valore a 2 ore è quello per cui l’esame esiste: 140–199 mg/dL indica una ridotta tolleranza al glucosio (una forma di prediabete) e un valore pari o superiore a 200 mg/dL rientra nella fascia del diabete, secondo i criteri dell’OMS e del CDC; un risultato nella fascia del diabete senza sintomi va confermato in una seconda giornata. Le soglie sono identiche negli uomini e nelle donne. In gravidanza l’OGTT con 75 g usa soglie più basse – si diagnostica il diabete gestazionale se viene raggiunto anche un solo valore: a digiuno ≥92 mg/dL (5,1 mmol/L), a 1 ora ≥180 mg/dL (10,0 mmol/L) oppure a 2 ore ≥153 mg/dL (8,5 mmol/L). Gli intervalli di riferimento dipendono dal laboratorio, dal sesso e dall’età: confronti il Suo risultato con il Suo referto.

Perché il risultato del test di tolleranza al glucosio è alto

Un valore alto a 2 ore significa che lo zucchero viene smaltito troppo lentamente. All’incirca in ordine di frequenza:

  • Prediabete e diabete di tipo 2 – di gran lunga i più comuni. L’insulino-resistenza, unita a una risposta insulinica che si affievolisce, mantiene alta la glicemia dopo il carico; la IGT è il gradino appena prima del diabete.
  • Diabete gestazionale – insulino-resistenza dovuta agli ormoni della gravidanza, con screening tra la 24ª e la 28ª settimana (vedi la nota sulla gravidanza qui sopra).
  • Diabete di tipo 1 o LADA – perdita autoimmune dell’insulina; più probabile in presenza di sintomi a rapida comparsa, perdita di peso o età più giovane.
  • Cause secondarie – corticosteroidi e altri farmaci (tiazidici, alcuni antipsicotici), sindrome di Cushing, acromegalia, pancreatite cronica e sovraccarico di ferro da emocromatosi.
  • Stress acuto – un’infezione, un trauma o una malattia recente alzano temporaneamente la glicemia, perciò l’esame si rimanda a quando si è guariti.

Quando è urgente? Un valore a 2 ore molto alto accompagnato da sete intensa, minzione frequente, vista offuscata o perdita di peso inspiegabile fa sospettare un diabete di nuova insorgenza, da valutare in tempi rapidi; i sintomi di chetoacidosi – vomito, respiro profondo e rapido, sonnolenza – sono un’emergenza.

Perché il risultato del test di tolleranza al glucosio è basso

Un valore basso a 2 ore è di solito una buona notizia: l’organismo ha smaltito il carico in modo efficiente. I valori bassi che contano sono quelli in cui la glicemia scende sotto la norma (sotto i 70 mg/dL / 3,9 mmol/L), spesso oltre le due ore:

  • Ipoglicemia reattiva (post-prandiale) – la glicemia scende troppo alcune ore dopo l’assunzione della soluzione, a volte visibile solo con un test prolungato di 3–5 ore.
  • Ipoglicemia post-bariatrica o da sindrome da dumping – il rapido svuotamento dello stomaco dopo un intervento gastrico scatena un picco insulinico eccessivo.
  • Raramente, un insulinoma – anche se l’esame corretto in questo caso è un digiuno controllato, non l’OGTT.

Poiché un singolo valore basso è frequente e spesso innocuo, va interpretato con prudenza e raramente si interviene solo in base a questo. Se durante il test avverte tremore, sudorazione, confusione o sensazione di svenimento, lo dica al personale: l’esame viene interrotto e Le viene somministrato del glucosio, mentre un’ipoglicemia sintomatica viene approfondita a parte.

Quali esami associare

Va letto insieme agli altri marcatori della gestione del glucosio e della funzione insulinica:

  • Glicemia – la base a digiuno su cui si fonda l’OGTT.
  • HbA1c – la media di tre mesi; di solito l’esame di prima linea e di conferma del diabete.
  • Insulina – indica se una glicemia alta dipende dalla resistenza o da una produzione insufficiente.
  • HOMA-IR – combina glicemia a digiuno e insulina in un indice di insulino-resistenza.
  • Peptide C – quanta insulina produce il Suo pancreas; distingue il tipo 1 dal tipo 2.
  • Fruttosamina – una media di 2–3 settimane, utile quando l’HbA1c non è affidabile (gravidanza, anemia).
  • Colesterolo LDL e TSH – la ridotta tolleranza al glucosio si associa spesso a problemi lipidici e tiroidei.

Cosa fare in caso di risultato anomalo

  1. Non si faccia una diagnosi da solo e non si curi da solo. Un singolo OGTT è un dato, non un verdetto; una glicemia anomala senza sintomi va prima confermata con un secondo esame.
  2. Verifichi la preparazione. Troppi pochi carboidrati nei giorni precedenti, un digiuno troppo breve, una malattia, il fumo o il movimento durante il test possono falsare il risultato: segnali qualunque cosa fuori dall’ordinario.
  3. In caso di prediabete (IGT): è qui che le modifiche allo stile di vita danno i risultati migliori. L’USPSTF raccomanda lo screening negli adulti tra i 35 e i 70 anni in sovrappeso e il loro invio a programmi di prevenzione di comprovata efficacia.
  4. In caso di risultato nella fascia del diabete: il medico lo conferma e avvia un piano di gestione; caratteristiche di diabete di tipo 1 di nuova comparsa o valori molto alti richiedono una valutazione entro la settimana.
  5. In gravidanza, un OGTT anomalo viene gestito dall’équipe di ostetricia con indicazioni dietetiche, monitoraggio della glicemia e, a volte, farmaci.
  6. Si rivolga prima al Suo medico di base – è lui a coordinare la conferma e i passi successivi; un quadro complesso può essere indirizzato a un endocrinologo.

Mini-FAQ

Qual è un valore normale a 2 ore nel test di tolleranza al glucosio?

Un valore sotto i 140 mg/dL (7,8 mmol/L) è normale. Un valore a 2 ore di 140–199 mg/dL (7,8–11,0 mmol/L) indica una ridotta tolleranza al glucosio, cioè un prediabete, mentre un valore di 200 mg/dL (11,1 mmol/L) o superiore orienta verso il diabete – da confermare con un secondo esame se non ha sintomi.

In che cosa l’OGTT è diverso dalla glicemia a digiuno o dall’HbA1c?

La glicemia a digiuno e l’HbA1c sono istantanee: un singolo momento a riposo e una media di tre mesi. L’OGTT è invece una prova da sforzo che misura quanto rapidamente si smaltisce una bevanda con 75 g di glucosio, perciò può individuare le persone ad alto rischio la cui glicemia a digiuno e HbA1c appaiono ancora normali.

Perché il test di tolleranza al glucosio si usa in gravidanza?

È lo screening standard per il diabete gestazionale, di solito eseguito tra la 24ª e la 28ª settimana. In gravidanza si usano soglie più basse rispetto al test fuori dalla gravidanza, perché anche una glicemia solo lievemente alta può influire sulla crescita del bambino e sul parto.

Serve prepararsi per un test di tolleranza al glucosio?

Sì. Per tre giorni mangi normalmente – almeno 150 g di carboidrati al giorno – poi digiuni per 8–12 ore durante la notte e resti seduto durante il test. Una malattia, il fumo e alcuni farmaci possono falsare il risultato, perciò lo comunichi prima al laboratorio.

Un risultato basso dell’OGTT è un problema?

Un valore basso a 2 ore di solito significa semplicemente che l’organismo gestisce bene lo zucchero. Un calo fino all’ipoglicemia alcune ore dopo l’assunzione della soluzione può indicare un’ipoglicemia reattiva o, dopo un intervento allo stomaco, una sindrome da dumping, e vale la pena parlarne con il Suo medico.

Fonti

Glucosio e metabolismo dei carboidrati

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